Candelo? Città possibile secondo Renzo Belossi: “Più aiuti dall’Europa per valorizzare le nostre bellezze”

ImmagineIntervista di Renzo rilasciata allla testata on line “ilperiodicodibiella.it”

Martedì, 26 marzo. Ore 19.58. Stazione di Biella. Rivoli d’acqua scorrono lungo la vetrata, strali di pioggia sferzano il cemento. Fa freddo e l’umidità di un inverno che non vuole ancora andarsene sembra rosicchiare le ossa. Si sente il lungo sibilo di un freno. Un treno si è fermato.


Passano alcuni minuti e Renzo Belossi esce trafelato dalla stazione. Pendolare, rientra da Milano a quell’ora, dove lavora presso il progetto Expo 2015. È un ragazzo giovane, trent’anni circa, dall’aspetto dinamico e dai modi cordiali. Superati i convenevoli, mostra idee chiare ed un eloquio piuttosto vivace.
A Candelo, Belossi è ben conosciuto: è iscritto alla Pro Loco, ha preso parte ad attività giovanili, ha retto la presidenza del Progetto Giovani. Per cinque anni ha fatto parte del Consiglio Comunale, “In cui ho fatto esperienza – dice – dato che mi sono occupato di questioni relative al bilancio e alla trasparenza dei conteggi amministrativi… oltre a tematiche relative a energia e ambiente”.
L’idea di candidarsi per le comunali è quindi conseguenza di un percorso elaborato…
“Ad un certo punto è nata l’idea di creare un progetto politico: Candelo Città Possibile. Ci stiamo lavorando da più di un anno. Abbiamo raccolto numerose proposte ed elaborato un programma finalizzato a migliorare vari aspetti della comunità: la condizione sociale, i giovani, il territorio, il turismo. La nostra idea è quella di coinvolgere i singoli cittadini alla vita pubblica. Condividere. È nostra intenzione fronteggiare la crisi al meglio delle possibilità”.
Crisi. Nel Biellese la situazione non sembra affatto migliorare. Molti riconducono le responsabilità ai nostri governi centrali, ma tu sei d’accordo? Non credi che vi siano stati errori da parte delle precedenti amministrazioni locali?
“Lasciamo stare il governo centrale. Loro stanno a Roma, noi viviamo in una realtà limitata. Il problema del Biellese è la staticità. Le amministrazioni si basano su dinamiche ingessate. Si lavora su vecchi schemi e si dà poco spazio all’innovazione e alla comunicazione. In molti comuni stata incoraggiata una cementificazione eccessiva senza un’adeguata valorizzazione del territorio che dovrebbe essere una delle nostre risorse principali. A Candelo, la precedente amministrazione ha avuto il merito di pareggiare il bilancio, ma forse poteva fare di più. Noi avevamo proposto un taglio delle indennità della giunta comunale per creare un fondo sociale intenzionato a sostenere i cassa-integrati, gli anziani, i giovani e i disoccupati. Creare degli orti solidali. Tutto questo sarebbe stato un buon passo in avanti”.
Orti solidali?
“Il comune interviene sui terreni incolti. Si incentiva un privato a dare in gestione quei terreni a braccianti volontari. Una parte del raccolto viene divisa, l’altra venduta ed il ricavato spartito tra il proprietario e lavoratore. Permetti al territorio di fruttificare e garantisci un guadagno, seppur minimo”.
Candelo Città Possibile. Nel vostro programma, tra i vari obiettivi, c’è quello di sviluppare nuove risorse economiche al fine di valorizzare il territorio e le opportunità per i giovani. In che modo? Puoi offrire esempi più sostanziosi?
“I Fondi Europei, ad esempio. Dobbiamo abbattere certi vecchi pregiudizi e vedere l’Europa come amica. L’Europa è ricca di risorse vincenti e attraverso la creazione di progetti adeguati possiamo ricevere finanziamenti importanti: programmi intercomunali attraverso la cooperazione di ciascuna singola amministrazione. In tal modo possiamo valorizzare il territorio, incentivare nuove idee, specie presso i giovani, e aiutarli a trovare dei sussidi economici. L’amministrazione dovrebbe intervenire in tal senso, avere ruolo di mediatore”.
Quindi anche il Ricetto è una risorsa da non sottovalutare. Non credi?
“Il Ricetto è un punto di partenza ed è ammirevole ciò che è stato fatto dalle precedenti gestioni. Tuttavia bisogna valorizzare ciò che gli sta intorno. Nel centro storico vi sono numerose abitazioni sfitte, decadenti e inutilizzate. E non puoi chiedere ad un cittadino di restaurare una casa, di spendere dei soldi per ristrutturarla senza aiutarlo in qualche modo. Inoltre, a Candelo vi sono altre realtà, più periferiche, che possono essere sfruttate meglio, come le aree verdi e la Baraggia: vi sono sentieri in stato di abbandono, purtroppo, e sarebbe interessante organizzare delle attività per rivitalizzarli”.
Condivisione delle risorse, valorizzazione del territorio e sostegno alle proposte dei giovani, con un occhio rivolto all’Europa. Un progetto ambizioso.
“Premetto che è impossibile puntare alla realizzazione di grandi opere e non sarebbe onesto dirlo, soprattutto dopo i tagli ai comuni degli ultimi anni. Nemmeno prometto manciate di posti di lavoro perché sarebbe ridicolo. Ma è soltanto attraverso la cooperazione e la condivisione che possiamo combattere la crisi”.

Roberto Mazzucchi

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