Troppo facile parlare di “Città del Sociale”, vogliamo Programmazione e Prospettive

cropped-1544978_261485827361360_1325112981_n.jpgPartiamo da una cosa semplice: parlare di “Promozione del benessere”, “Miglioramento delle condizioni qualitative della vita dei cittadini”, di “Città del Sociale” è facile e rischia di essere anche un po’ retorico. Costruire delle Politiche in grado garantire un aiuto concreto e di costruire delle prospettive è più difficile necessita di tempistiche più lunghe.

Vogliamo esprime la nostra opinione sul tema delle Politiche Sociali e Giovanili prendendo spunto dal “Progetto di supporto scolastico” approvato dall’Amministrazione Biollino con delibera N. 152 del 18.09.2014.

Per quanto riguarda le risorse messe in campo nel suddetto progetto, infatti, non viene individuata alcuna forma di finanziamento o co-finanziamento da parte dell’Amministrazione. Tutto il peso economico di questa misura viene infatti scaricato sulle Associazioni coinvolte che già svolgono un lavoro immenso e che dovranno anche reperire i fondi sia per l’avvio che per un’eventuale prosecuzione. Questo evidenzia un’incapacità nel programmare a lungo termine gli interventi, sia a livello economico che progettuale.

Pur essendo un progetto sperimentale, emergono alcuni punti estremamente critici. Il “contratto” prevede una clausola di restituzione dei libri a conclusione dell’anno scolastico. Se i libri non sono in buono stato inoltre, la famiglia dello studente dovrà ripagarli. E’ forse giusto pretendere la restituzione di un volume, sicuramente utile gli anni successivi del percorso di studio, anche se lo studente ha rispettato il contratto conservandolo in maniera appropriata? Contestiamo il cosiddetto “debito sociale di restituzione”, perché crediamo che i libri non siano una “moneta di scambio” ma che siano un mezzo che produce cultura e fornisce possibilità al giovane di costruirsi un futuro migliore. Inoltre il ruolo del tutor, individuato in questo contratto, potrebbe essere un’opportunità per coinvolgere i giovani candelesi che non partecipano attivamente alla vita di paese perché ne sono esclusi. Con lo stesso progetto si interesserebbero non solo gli studenti delle superiori ma anche gli universitari e i laureati under 35, dando a questi ultimi la possibilità di impegnarsi concretamente per il proprio Comune.

Candelo Città Possibile è convinta che sia necessario stipulare un “Patto tra generazioni”, coinvolgendo sempre di più i giovani, ai quali viene dato troppo poco spazio. Ci chiediamo quale sia l’indirizzo politico dell’Amministrazione nell’ambito delle politiche sociali; crediamo infatti che queste debbano essere accompagnate da progetti di ampio respiro, che svolgano azioni a lungo termine e con personale specializzato, non “azioni spot” fini a sé stesse. Crediamo inoltre che l’Amministrazione debba svolgere un ruolo centrale, di coordinamento e indirizzo. 

Siamo disponibili a confrontarci e collaborare portando le nostre proposte; questo può avvenire solo se la Giunta coinvolgerà davvero tutto il Consiglio nelle prossime decisioni, come il Sindaco ha dichiarato ad inizio mandato”

Vogliamo programmazione, vogliamo progetti che pensino allo sviluppo della nostra Città.

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